Favole, formazione e treni… da non perdere!
Ci sono lavori che sono facili da raccontare ai bambini, se non altro perché in grado accendere la loro fantasia e di proiettarli in mondi divertenti, che attraggono la loro attenzione. Se fai l’astronauta, il veterinario, il progettista di automobili sportive o il macchinista di treni (passioni del mio nipotino più piccolo) i loro occhi probabilmente ti si puntano addosso e le orecchie per un po’ ti seguono mentre dai le tue spiegazioni.
Ma se fai il manager o il consulente, come spiegarlo a un bambino curioso? “Zio, ma tu che lavoro fai?”
Esperimenti di narrazione con supporto
Stimolato da queste vitali domande, sostenuto dalla brezza marina di agosto e mosso dalla voglia di usare in maniera insolita un’oretta del tempo libero vacanziero, ho provato a inventarmi una specie di favola sul mio lavoro e a farla diventare, con l’aiuto della nuova applicazione Storybook di Gemini/Google, un libretto illustrato con personaggi in stile cartoon.
Il risultato può essere visto cliccando sul link qui di seguito ( Gemini – Ben Fatto e la Fabbrica dei Giocattoli Felici ) ed è secondo me piuttosto buono, visto il tempo limitato dedicato alla sua creazione, il cui sforzo maggiore personale è stato quello di inventare la semplice storia e i personaggi.
Mettendo un attimo da parte le valutazioni sulla qualità di questa specifica “opera” (tranquilli, non ruberò il posto a Rowling, Tolkien & Co., almeno per ora) è sorprendente notare i passi avanti fatti dall’intelligenza artificiale generativa anche in questo ambito.
Dalle favole alla formazione? Un’opportunità favolosa!
Superata la sorpresa, però, questa mi sembra una grande opportunità per ripensare l’approccio ad alcune attività formative, e non solo per i più giovani. Giusto per fare un esempio fra i tanti possibili, potrebbe essere utile anche per quei casi in cui, magari a causa della stessa tecnologia che avanza, ci si trovi ad affrontare esigenze di riqualificazione professionale di chi rischia di restare fuori dal mercato del lavoro, ma, non essendo più giovanissimo, ha ormai abbandonato la fase di “studio” da un po’ di anni, richiedendo quindi un’attenzione particolare al modo di affrontare nuovamente quell’attività. Chiunque, dopo anni lontano dai banchi di scuola, sa quanto sia faticoso rimettersi a studiare. Ecco perché strumenti visivi e interattivi possono fare davvero la differenza.
Che sia proprio attraverso l’uso di questa app o di altre (altro esempio, Notebook LM) penso che l’utilizzo di questi strumenti, grazie alla possibilità di illustrare, schematizzare, riassumere facilmente qualunque argomento, possa dare a chi, come noi, si occupa di formazione, la capacità di adattare gli argomenti alla platea dei partecipanti con una flessibilità e una accuratezza mai sperimentate prima.
Take the A(i) train
Un anno fa potevamo forse dire che i tempi non erano maturi per certi utilizzi. Oggi, chi lo dice pecca probabilmente di pigrizia, e rischia di perdere un treno che, a differenza di quelli piccoli, amati dal mio nipotino, difficilmente si potrà far tornare indietro. Come direbbe Ella Fitzgerald, “if you miss the A(i) train, you’ll find you missed the quickest way…“.
E voi che prove state facendo in questa direzione?
Gabriele Ghinelli